viaggio in una testa molto affollata
c'è la sera nella testa appoggiata salda al ramo del cambiamento. il canarino invece nella testa sta dentro le mani chiuse di una ragazza con le trecce. la ragazza delicata ha l'emozione negli occhi e trattiene il respiro che ascolta il canarino nelle mani. la ragazza nella testa lo sa che basta che stinge i pugni e il canarino finisce, ma lei che è delicata invece le mani le lascia così come stanno, immobili che sentono il petto del canarino fare su e giù e prendere l'aria nel petto con le piume per rimanere dentro le mani e con la vita di dentro. la ragazza nella testa sta in silenzio a sentirlo respirare con tutto l'amore che una ragazza con le trecce può provare per un canarino che non sa tutto quel pericolo.
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nella testa ci sono le maniche corte delle magliette a righe, i dumplin' con la verdura indecifrabile di dentro, le colline di terra rossa e la faccia sporca di fango. in bocca sapore di tempera, in testa le marimbas del portoricano all'angolo e un sorriso che ha occupato tutta la faccia. tutta. nella testa è arrivata la primavera dello spirito che ha scacciato l'estate principiante (concetto ormai superato) e ha preso il largo nelle pozze interiori. intanto un pappagallo rosa confetto dondola e ripete ossessivo che farà fuori il tristo mietitore. nello stesso momento, da un'altra parte nella testa, tony soprano fa la manicure alla sua psicanalista. che vuoi che sia. speriamo che duri piuttosto.
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nella testa è domenica mattina prima di un'alba fresca nella città alfabetica. sulla avenue A larry clark mangia in fretta una fetta di pizza da Muzzarella, con una mano piega la fetta che è già in strada e con l'altra chiama un taxi che inchioda poco dopo il semaforo. a terra nella testa ci sono i cumuli di immondizia del sabato sera e l'acqua che ristagna un po' dove gli pare. uno skate sbatte a terra e rotola via con il suo passeggero. intanto il deli all'angolo svende una dozzina di rose al miglior offerente. un ex giovane in camicia a quadretti e bandana balla donna summer abbracciato a uno stereo doppia piasta. due finti nerd ordinano l'ultimo frullato al chiosco del brasiliano. nella testa è domenica mattina e lou reed canta sexy I don't know just where I'm going but I'm gonna try for the kingdom if I can...
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nella testa è arriva la crociera dell'estate preventiva, a poppa sta il capitano stubing ingiacchettato come un confetto, rasato di fresco profuma di aqua velva. nella testa al capitano basta un cenno del capo per far capire la direzione, prossima fermata acapulco, dice. sul ponte un tripudio di corpi in abito da sera sorseggiano a tempo di samba un cocktail martini, nella testa rotola un'olivetta nel prossimo bicchiere. sotto coperta il salone profuma di salmone e cha cha cha. accanto al buffet una signora rosso aragosta si dibatte nel suo abitino verde smeraldo nel tentativo di appropriarsi dell'ultima fetta di vitello tonnato. niente di più difficile. nella testa la signora rosso smeraldo perde la collana di perle che finisce nel punch di anguria e champagne. è tempo dell'ultimo trenino ma poco più in là, lontana da occhi indiscreti, una signora rovista a mani nude nella coppa del punch, sul viso nessuna emozione. nella testa isaac mi offre un montenegro on the rox, così tanto per.
nella testa c'è marcel duchamp, una ruota di bicicletta e una zolletta di zucchero. in un piccolo shop nel lower east side con le torte di tutte le nonne del mondo sta marcel seduto a un tavolino dietro una vetrata poco pulita. il neon sulla vetrata parla di bagol e mele caramellate, marcel ha i capelli corti e una stella tatuata in testa, fuma la pipa e sorride sinistro. fuori solo una città ready made perfetta per ogni occasione.
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nella testa sono arrivate le strade rotolanti, le panchine agli angoli delle strade, i registi del pomeriggio inoltrato, i baristi del caffè lungo e le signorine dei muffin ai chiodi di garofano. nella testa ci sono le case basse dell'east river side, le macellerie spartane e i moli sul fiume. il ponte delle gomme e i sakè all'alba dietro le vetrine del caffè brazil. nella testa c'è legoland e il mago di oz che ti offre una mela rossa rossa che non dico mai di no.
nella testa c'è il panda delle partenze, mi fissa da un po' ma non dice nulla. il panda nella testa sa che le partenze non sono definitive ma un po' ha paura che la testa si sposta e poi non torna più. il panda se ti guarda a lungo tu sorridi che ci sono le novità nelle orecchie e prima di chiudere la valigia togli un po' di polvere dagli scaffali. la testa rotola sul pullman e sull'areo e su un altro aereo ancora e sul taxi e sulla metro e sulle teste degli altri diversi ma uguali al panda nell'angolino.
nella testa si pratica il turismo d'altura e si fanno i ritratti ai ricci delle rocce. fermi spigolosi e secchi in pvc esapanso si fanno i sorrisi d'occasione sbagliata.
nella testa c'è una tutina verde con il numero 3 disegnato su. la tutina mi aspetta mentre gli altri stanno già sul piede di guerra. noi rubiamo i cuori ai passanti e difendiamo l'universo per pochi spiccioli.